SK1 – La vita è sofferenza

C’è una ricerca che tutti siamo inevitabilmente chiamati ad affrontare. Riguarda le modalità per superare la sofferenza che ci affligge.

SK 1 – (L’esperienza delle) tre diverse tipologie di sofferenza fa sorgere un desiderio di esplorare e conoscere (le vie) per contrastarla e rimuoverla. E ove si obiettasse che ciò è privo di significato, in quanto esistono già mezzi conosciuti (per fare ciò), la risposta è no, si tratta di mezzi che non hanno valore assoluto né definitivo 

C’è una ricerca che tutti prima o poi siamo inevitabilmente chiamati ad affrontare, in una forma o nell’altra. Una ricerca che riguarda le modalità per superare la sofferenza che ci affligge. Proprio da questa forte presa d’atto prende il via il percorso tra macrocosmi e microcosmi descritto all’interno del testo Samkhya Karika (le “strofe” del Samkhya), attribuito a Īśvara Kṛṣṇa e che fa parte dei sei Darśan della Tradizione filosofica indiana.

La ricerca dei mezzi per ridurre la sofferenza assume ancora maggior significato nell’odierna società, che ha ormai medicalizzato l’intera esperienza della vita umana.  La prima strofa del Samkhya indica che, in realtà, i mezzi comunemente conosciuti per rimuovere la sofferenza hanno solo valore relativo, in quanto non sono in grado di rimuovere in senso assoluto i semi profondi che l’hanno generata (si veda anche SK2).

Da qui deriva l’importanza di riflettere in modo distaccato e non giudicante sulle radici profonde dell’Essere umano, in una ricerca tutta interiore volta a riconoscere e trascendere le cause alla base del dolore e della sofferenza. 

Cause che, indica il Samkhya, sono di tre tipi. Le più immediatamente evidenti sono quelle legate al funzionamento equilibrato di corpo e mente. Dalla nascita in poi, ci troviamo sempre più compressi dai campi di forza esterni (ma anche da quelli interni che noi stessi poniamo sulla nostra mente) legati all’educazione ricevuta, alla società in cui viviamo, alle persone con cui quotidianamente ci si confronta, ecc. I cinque sensi continuano a veicolare incessantemente nuove sollecitazioni, che lasciano impressioni (a livello più o meno conscio) depositate nei magazzini della mente. Nel caso della sofferenza interna, si può trattare ad esempio del dover fronteggiare situazioni di malattia, fisica o mentale.

La sofferenza esterna deriva da altre persone o animali. Chi non ha avuto, ad esempio, colleghi insopportabili sul posto di lavoro, o ha particolarmente sofferto per la perdita del suo amico peloso? Gli esempi potrebbero essere infiniti, basti pensare alle situazioni di conflitto che, in modo diversi, stanno caratterizzando gli ultimi anni. La terza forma di sofferenza, infine, è legata alla potenza della natura che può causare eventi distruttivi; anche di questa forma si hanno esempi sempre più frequenti, ben difficilmente contrastabili coi mezzi finora a disposizione.

I semi delle impressioni latenti continuano così ad accumularsi inesorabilmente, andando a determinare il destino dei corpi sottili secondo la legge causa-effetto, o legge del Karma (che sarà enunciata nel dettagliopiù avanti nel testo). Il viaggio proposto dalle strofe del Samkhya permette di giungere alla disattivazione di questi semi di sofferenza, e di poter conseguire così la liberazione dalla stessa e la cessazione del ciclo delle rinascite.

© Giuliana Miglierini 2024 – All rights reserved, Tutti i diritti riservati

Foto di Gordon Johnson da Pixabay

error: Content is protected !!
Torna in alto